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Oh my darling Sofia.

Il 23 ottobre è uscito su APPLE TV il nuovo film della regista più delicata e chic del cinema moderno.

Vorrei poter scrivere un articolo imparziale sui lavori di Sofia Coppola e sul suo stile cinematografico. Ma vi premetto aimè che forse non ne sono capace. Anzi togliamo anche il forse. Amo alla follia Sofia, i suoi film e il suo modo di fare tutto anche la spesa in camicia, jeans e Chanel.

In generale mi affascinano i film di nicchia stile Sundance Film Festival, forse sono quelli che più mi emozionano. Mi piace l’idea che un buon film apparentemente non abbia bisogno di grandi budget ma SOLO di una storia originale e di una grandissima scrittura. Essere d’impatto e provocatori è il pane quotidiano di questi ultimi anni, essere delicati e allo stesso tempo toccare le corde più profonde del cuore, eh, quella è merce sempre più rara amici miei.

Sofia è questo. Con garbo e lunghi silenzi racconta la malinconia e il leggero dolore che tutti noi abbiamo provato almeno una volta. E lo fa con colonne sonore mai banali, una sottile ironia, colori pastello e protagonisti con un vissuto articolato. Non voglio cadere nel banale stereotipo della ricca figlia di papà regista che ha trovato la strada spianata per fare ciò che fa. La Coppola fa ciò che fa perché è brava e in questi lunghi 20 anni lo ha dimostrato. La sua forza sta proprio nell’essere riuscita, nonostante le immense influenze che la circondavano, a trovare il suo personale stile, diventato ormai riconoscibile a tutti gli appassionati.

In tutti i suoi film c’è la sua realtà. C’è un pezzo di Sofia. I suoi personaggi fanno spesso parte dell’Elite class, ma nascondono un vuoto e dei dolori che nessun attico o sfarzo riusciranno mai a colmare. In questo caso con “On the rocks” (disponibile su APPLE TV) dopo diciassette anni dall’Oscar alla miglior sceneggiatura originale di Lost In Translation, riporta sul set il my beloved Bill Murray e lo fa in una commedia che analizza e racconta lo strano rapporto tra una figlia che ha apparentemente tutto e un padre dal carisma troppo ingombrante.

C’è come sfondo New York, tutta grattacieli e intraprendenza, c’è la voglia di una donna di essere madre, moglie e scrittrice senza dover rinunciare a nessuno di questi aspetti e c’è la consapevolezza che il provarci toglie attimi di leggera spensieratezza alla vita di tutti i giorni.  In questo film si ritrova Sofia senza ombra di dubbio: la regista in carriera alle prese con la famiglia e la figlia di un padre imponente come può esserlo Francis Ford (tema già affrontato anche in Somewhere).

Era la novità che mancava in questi infiniti cataloghi di serie e film di ogni genere. Lo consiglio per una serata di tranquillità, accoccolati sul divano, magari con una coppa di Martini che fa tanto downtown, quando si ha voglia di qualcosa di leggero ma non banale, con quel retrogusto agrodolce che tanto piace alla nostra amata Sofia.

Le donne forti non devono essere per forza pazze.

SOFIA COPPOLA

Se invece siete nuovi al mondo della qui osannata regista italo americana ecco la mia personalissima TOP 3 dei film da vedere assolutamente:

  • MARIE ANTOINETTE: Film del 2006 con Kristen Dunst nei panni della giovane sovrana in una chiave super pop tra musica indie, infinite scarpe Manolo Blanhnik, dolce lussuria cura della pasticceria Ladurée  e il tutto in tinte rosa COTTON CANDY. What else? (In noleggio su Chili).
  • LOST IN TRASLATION: Il film a mio parere più delicato della regista. Una storia romantica diversa da quelle alle quali siamo abituati. Non c’è corpo né travolgente passione. Ma nonostante questo, in una Tokyo luminosa che non dorme mai, i due protagonisti (immensi Bill Murray e Scarlett Johansson) sono amore puro e perfetto. Oscar alla sceneggiatura strameritato. (streaming su Netflix).
  • SOMEWHERE: ok lo dico. Il mio preferito di Sofia. Sarà che usando “I’ll try anything once” degli Strokes cantata da Julian Casablancas, aveva già rubato il mio cuoricino. Ma la Coppola è una maestra nel narrarci il senso di solitudine e alienazione che il grande successo può portare. Come quello delle vecchie star degli anni d’oro di Hollywood. Come quello di Marilyn o Greta. Qui il protagonista viene riportato alla calda luce della vita dalla giovane figlia Cleo che gli insegnerà il significato della parola essenziale, quello che il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry definiva invisibile agli occhi. (Streaming su Infinity Tv).

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